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Grande successo in questo 2017 l’ha avuto non solo il cortometraggio “Testa o cuore” di cui vi ho parlato poco tempo fa (link all’articolo) ma anche il film comico “Mister Felicità di Alessandro Siani che permette di soffermarci su una tematica importante per la psicologia, dimostrando ancora una volta come la tecnologia e i mass media possano portare un grande contributo e un grande stimolo di riflessione per la scienza della psiche e del comportamento.

“ Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi “ (Jim Morrison).

E’ con questa stimolazione che incomincia la narrazione che permette già di comprendere la tematica affrontata: il tema del CAMBIAMENTO.

Ogni volta che siamo caduti e ci siamo rialzati, siamo tornati in piedi con qualcosa di semplicemente.. diverso, cambiato.

Ma cosa è il cambiamento?

Diverse teorie psicologiche si sono interessate a definire il concetto di cambiamento.

Tale concetto è possibile definirlo, semplicemente come un

PROCESSO.

In quanto processo, necessita di tempo.

Il cambiamento, in quanto tale, porta con sé sempre una quota di rischio poiché si è consapevoli di “quello che si lascia” ma non troppo consapevoli di “quello a cui si va incontro”.

Ma nella vita si sa che a volte il rischio è positivo tanto che ci può portare a uno stato di BENESSERE. 

Chi si occupa di cambiamento in termini psicologici?

Oggi giorno è sempre più frequente il fatto che le persone, nel momento in cui devono gestire un problema e di conseguenza un cambiamento, si affidano ai Mental Coach.

I Mental Coach trattano la questione senza un’attenzione psicologica, lavorano sul miglioramento della performance e su un obbiettivo considerato stressante e difficile.

Il lavoro del Mental Coach porta benefici nel breve termine ma senza effettuare un lavoro più “profondo” che invece può effettuare lo psicologo del benessere.

Lo psicologo del well-being, infatti, si occupa di cambiamento e potenziamento con un’attenzione specialistica.

Per giungere ad un cambiamento e accompagnare il soggetto in questo processo, lo psicologo utilizza una metodologia, denominata “metodo Power”, da non confondersi con un intervento psicoterapeutico.

Quale è l’obbiettivo che vuole raggiungere lo psicologo che accompagna la persona ad un cambiamento?

L’obbiettivo non è rintracciabile solamente nel breve termine attraverso il miglioramento della performance come nel caso del Mental Coach ma riguarda maggiormente anche un aspetto più a lungo termine.

Per prima cosa si “indaga” il problema.

Ma non solo! Altro obbiettivo è quello di lavorare sul FLOURISH (Seligman, 2011) ovvero quello di FAR FIORIRE LA VITA DEL SOGGETTO, GARANTIRGLI BENESSERE E POTENZIAMENTO DELLE PROPRIE CAPACITA’.

Come si giunge a questo obbiettivo?

Attraverso l’esplorazione di alcuni elementi e la messa in gioco del soggetto.

E’ essenziale comprendere in che fase del cambiamento si trova il soggetto. Le fasi sono cinque (pre-contemplazione, contemplazione, determinazione, azione e mantenimento) e in base alla comprensione di “dove si colloca” il soggetto è possibile programmare e identificare un processo.

Successivamente, si indagherà il problema definito come lo scarto esistente tra il mondo reale vissuto dal soggetto e il mondo che vorrebbe.

Il metodo adottato dallo psicologo in ambiti di well-being, è caratterizzato da una serie di passaggi che richiedono anche la conoscenza della persona e del suo contesto e la sua pro-attività perché la differenza tra intraprendere un cambiamento e non intraprenderlo sta proprio nel “fare” e “interrogarsi”.

E’ necessario mettersi in gioco anche perché, come diceva Gandhi

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

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