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“Il mondo, ormai, si guarda solo da uno schermo” direbbero alcuni. Giusto o sbagliato che sia, resta il fatto che la tecnologia fa i suoi passi e l’uomo deve stargli dietro con capacità di coscienza (dal latino conscientia = conoscenza condivisa con sé stessi o con altri).

Al giorno d’oggi viviamo all’interno di ecosistemi digitali e guardando in un’ottica futura questo fenomeno sarà in continua crescita.

A partire da questo, l’ottica in cui opera la scienza è quella di creare un’interazione con i nuovi media sempre più equiparabile all’interazione che avviene nel mondo reale. Gli artefatti e i contenuti tecnologici sono entrati a far parte delle nostre esperienze quotidiane.

La tecnologia può avere sia effetti positivi che negativi.

Sono presenti entrambe le facce della stessa medaglia, ovviamente!

L’effetto deriva semplicemente dalla qualità dell’esperienza che fa la persona.

E allora come fare per rendere l’esperienza della tecnologia positiva?

Rendendo l’esperienza della tecnologia come intuitiva, come parte integrante del nostro sistema cognitivo, percettivo ed emozionale.

La tecnologia, infatti, è intesa come strumento di cambiamento psicologico finalizzato alla promozione del benessere.

Ma cosa si può rendere l’esperienza della tecnologia come promotore per la crescita personale e sociale e il benessere?

La Tecnologia Positiva è l’approccio che sostiene il ruolo positivo che può avere la tecnologia nella vita delle persone.

La Tecnologia Positiva è stata definita da Riva e collaboratori (2012) come:

Un approccio scientifico applicativo che usa la tecnologia per modificare le caratteristiche della nostra esperienza personale – strutturandola, aumentandola o sostituendola con ambienti sintetici – al fine di migliorare la qualità della nostra esperienza personale, e aumentare il benessere in individui, organizzazioni e società.

Trova fondamenti nella prospettiva della Psicologia Positiva, esponente principale Martin Seligman.

Seligman ritiene che le tre vie del benessere sono:

  • emozioni positive
  • coinvolgimento in attività appaganti e soddisfacenti
  • significato caratterizzato dalla partecipazione ad attività che mirano a mete precise

A queste tre vie si aggiungono altre due dimensioni da non sottovalutare per il benessere: relazioni sociali e realizzazione personale.

Più semplicemente il funzionamento ottimale, l’esperienza di benessere è data dalla componente affettiva, coinvolgimento o realizzazione e connessione con la rete sociale.

E che ruolo può avere la tecnologia nel benessere?

Prima di tutto lo stesso Seligman ritiene che la tecnologia, il divertimento e il design può aumentare la felicità dell’uomo, la vita piena di significato (Martin Seligman, TED conference Speech, 2008).

La tecnologia può intervenire e giocare un ruolo importante sia a livello emotivo, che a livello psicologico che, infine, sociale. 

Vediamone una per volta.

Come la tecnologia può incentivare le emozioni positive?

E’ cresciuta negli ultimi anni l’attenzione alla dimensione edonica del prodotto tecnologico (per dimensione edonica si intende la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore).

Questo deve generare e sostenere le emozioni positive, deve essere divertente, eccitante, lasciando spazio alla giocosità, scoperta e all’intuizione creativa.

In questo settore, si può prestare attenzione e di conseguenza progettare interventi basati su tecnologie che supportano emozioni positive per prevenire e trattare problemi che si radicano nelle emozioni negative quali aggressività, ansia, stress.

Questa tecnologia viene denominata Tecnologia Edonica ovvero che permette di esperire emozioni ed esperienze piacevoli.

Che ruolo ha la tecnologia nei confronti del coinvolgimento?

La tecnologia ha il potere di creare per le persone uno stato di totale coinvolgimento, di creare esperienze auto-realizzanti. Questo tipo di tecnologia è denominata Tecnologia Eudaimonica (eaudamonia = realizzazione del proprio potenziale personale).

Un esempio che balza subito all’occhio è il totale coinvolgimento, il totale stato di Flow (denominato dal pioniere della psicologia positiva ovvero Csikszentmihalyi) che generano i video giochi. I videogiochi rientrano in quelle tecnologie che sono altamente immersive e interattive. 

Ed infine che ruolo ha la tecnologia a livello sociale?

Esistono tecnologie che hanno come obbiettivo quello di incentivare l’integrazione, le relazioni e interazioni tra individui. Questo tipo di tecnologia è chiamata Tecnologia Sociale/Interpersonale.

L’esempio che è altamente evidente al giorno d’oggi è l’utilizzo dei social network (come Facebook e WhatsApp) per la gestione e mantenimento dei rapporti interpersonali.

 

tecnologia

 

Giunti a questo punto la domanda conclusiva è: come si può integrare la tecnologia nel lavoro psicologico?

Bisogna progettare esperienze interattive che promuovono il cambiamento positivo e il potenziamento personale, infatti, lo psicologo può essere definito come un “designer di esperienze di benessere positivo”.

L’esperienza interattiva si crea a partire dalla recezione dei bisogni delle persone per poi generare un cambiamento, infatti una delle prime qualità e competenze dello psicologo è quella di saper osservare e cogliere i bisogni sottostanti all’uomo.

E quindi cosa “ci portiamo a casa” da questa riflessione? 

La tecnologia non è del tutto negativa ma permette di raggiungere un BEN-ESSERE!

 

Leggi l’articolo su come la tecnologia può avere un effetto negativo sul nostro benessere, cliccando qui

 

Fonte:
Villani, D., Gaggioli, A., & Riva, G. (2015). Tecnologie positive per il benessere: proposte di intervento. Ricerche di psicologia.

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