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“La terra trema, amore mio”.

Cosa fare ora? Psicologia in azione.

“ La terra trema, amore mio
i figli van tenuti in braccio
ognuno con le sue domande da fare a Dio ..

… che sembra un impeto d’inferno
chi non vuol stare più coperto …

… i nostri passi fino qui
i solchi fatti in questo posto
se pure trema c’è qualcosa che riconosco …

… ma quanto trema amore mio
si deve togliere un capriccio
non sta a guardare a scuole e chiese
non guarda in faccia …

tu guarda nei miei occhi
e trovaci un domani
e appena avrai finito
prova a raccontarmelo se puoi
tu passa fra i miei occhi
fra polvere e rottami
e se mi trovi ancora
vieni a salutarmi come sai “
(La terra trema – Ligabue)

 

Continue scosse, ancora. E’ la terra che prende il controllo sulla vita dell’uomo.

Penso che in questo momento in cui l’Italia si trova a dover fare i conti con la terra, l’unica colonna sonora che mi viene in mente è proprio la canzone sopra riportata “La terra trema” di Ligabue che mi permette, inoltre, di riassumere il senso di questo articolo.

Le strutture ormai inesistenti, la propria città che diventa un fantasma, chiamano l’attenzione verso una ricostruzione fisica, concreta. Ma questo non basta.

E’ importante la ricostruzione della persona, una ricostruzione esistenziale.

Nelle situazioni di emergenza come questa che stiamo attraversando, uno dei problemi centrali è la ricostruzione esistenziale, porre l’attenzione alla persona e alle proprie emozioni.
Una delle conseguenze più comuni nel momento in cui una persona, un’intera popolazione prova sofferenza è quello di porsi domande esistenziali mettendo in discussione tutto (“ognuno con le sue domande da fare a Dio” dice Ligabue).

Cosa può fare lo psicologo in queste situazioni?

Bisogna dare parola alle emozioni che si provano e ripristinare un senso di routine: è necessario far trovare un senso alla vita che è rimasta, a ciò che c’è poiché dopo un terremoto, o più in generale dopo un disastro, non si torna mai al passato ma si cerca e si deve ristabilire un nuovo equilibrio.
Bisogna cercare di ripristinare una situazione di benessere all’interno di una situazione più grande e complessa, di emergenza e sofferenza.
E’ fondamentale, inoltre, mettersi in connessione con gli altri e rendere le persone coinvolte in una situazione di pro-attività ovvero far prendere nuovamente il potere sulla propria vita.

Come è possibile farlo, ad esempio, con i bambini?

Si può utilizzare il pensiero creativo (ad esempio utilizzando fiabe, narrazioni) e il gioco.
La stessa APA (American Psychological Association) ritiene importante fornire delle esperienze di gioco per permettere di alleviare la tensione.
Ad esempio, durante il terremoto di questi giorni, una mamma a Visso ha trasformato la situazione di emergenza in situazione ludica: sfollata insieme ai suoi figli nella sede della Croce Rossa ha organizzato un “pigiama party” per i suoi figli e altri bambini che erano nella loro stessa condizione.

Cosa genera una situazione ludica all’interno di una situazione di emergenza?

Si genera una situazione di benessere.
Il benessere non permette di dimenticare quello che c’è intorno ma è un momento per vivere emozioni positive nonostante la situazione, infatti in questi casi la condizione di benessere affianca una situazione di malessere.
Un esempio recentissimo è quello relativo ai bambini di Aleppo che hanno utilizzato i crateri dopo un bombardamento nella città siriana come piscine per fare il bagno. I bambini giocano tuffandosi nei crateri trasformando così, una situazione di sofferenza e morte, in una situazione di benessere anche se momentaneo.

Bisogna ricordare, infatti, che il benessere non dipende sempre dalla condizione ambientale e contestuale ma, spesso, deriva dalla percezione soggettiva.

Fonte:
http://www.apa.org/helpcenter/wildfire.aspx

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