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Avete mai pensato di poter fare un’attività in un preciso setting

Mentre, però, siete in un ambiente fisico diverso?

Ad oggi è assolutamente possibile grazie alla tecnologia e al potere della Virtual Reality.

Questo è il caso di Up&App.

Ma partiamo prima da qualche dato…

L’organizzazione YouGov UK nel 2013 ha realizzato un’indagine per conoscere quali fossero le maggiori fobie diffuse tra le persone, scoprendone 13 che contraddistinguono la vita delle persone. All’ottavo posto è presente la aerofobia. Le ricerche, inoltre, mostrano che nei paesi industrializzati tra il 10 e il 40% della popolazione soffre di questa fobia.

In riferimento al nostro paese, i dati Doxa del 2005 mostrano che circa il 50% della popolazione può definirsi aerofobica ed un viaggiatore abituale su 4 dichiara di provare ansia.

Ma perché rinunciare a prendere un volo e godersi

 la meraviglia del viaggio e della scoperta?

 

A partire da questi dati e da un’attenta analisi della realtà, io e una mia collega abbiamo progettato un’applicazione, spinte dalla credenza che la tecnologia può essere messa a servizio delle persone per aumentare il loro benessere psicologico.

Da cosa nasce l’idea?

La progettazione nasce dall’idea di inserire un artefatto tecnologico al servizio della clinica e della pratica terapeutica. E’ stata pensata secondo una prospettiva eudaimonica secondo cui il benessere della persona è raggiungibile grazie alla messa in atto delle proprie potenzialità, risorse e dal raggiungimento di obbiettivi personali.

Sarà possibile andare su!

 …Ma restando ancorati alla propria realtà…

 

In che cosa consiste Up&App?

Up&App è un’applicazione pensata e destinata a psicoterapeuti che si trovano a gestire pazienti con aerofobia, accompagnandoli ad un’esposizione graduale agli stimoli attraverso la Realtà Virtuale.

In semplici parole Up&App permette ai pazienti di viaggiare, “andare su” affrontando le proprie paure in modo da poter gustare la meraviglia del viaggio grazie ad un’esperienza totalmente immersiva ma protetta.

E’ un’applicazione pensata come un gioco, caratterizzata da otto livelli consecutivi.

La metodologia su cui si basa è accreditata scientificamente poichè diversi studi, come quelli di Rothbaum, Anderson, Zimand, Hodges, Lang e Wilson (2006) hanno mostrato che per il trattamento dell’aerofobia possono essere utili protocolli basati sull’esposizione alle differenti fasi del volo attraverso l’utilizzo della Realtà Virtuale.

Come abbiamo affrontato il processo di design?

Il processo di design è complesso, caratterizzato da vari passaggi.

Ogni processo di design inizia con un’idea e questa deve essere seguita da un’accurata comprensione che è possibile attraverso un’analisi dei bisogni. 

La nostra analisi ha portato a considerare utile ed efficace la nostra applicazione, portando la voglia di continuare a credere in questo progetto.

Una volta compreso e definito il bisogno, abbiamo creato le personas e gli scenari in cui è possibile utilizzare l’applicazione.

Questo ci ha permesso di calarci nel contesto di riferimento, di visualizzare ciò che inizialmente era semplicemente una concettualizzazione.

Le ultime fasi del processo di design riguardano la definizione di un design concettuale: sono stati delineati i requisiti dell’applicazione, i contenuti ed, infine, è stato creato un prototipo.

 

Ecco una preview del progetto realizzato, per info più dettagliate contattatemi 😉

 

 

 

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